Durata del reale e flusso di coscienza.

Vengono qui presentate per la prima volta tutte le lettere disponibili dello scambio epistolare intercorso fra Henri Bergson e William James fra il 1902 e il 1910, anno della morte di James, integrate dai testi (lettere ad altri corrispondenti, saggi, articoli) che documentano la storia di una straordinaria amicizia filosofica. L’incontro fra il filosofo francese e lo psicologo e filosofo americano non fu soltanto dettato dalle affinità concettuali ed esistenziali, ma soprattutto dall’esigenza di ripensare su basi rinnovate il programma di ricerca della filosofia. A unirli con un legame profondo erano il rifiuto dell’intellettualismo, la critica della metafisica di scuola come dello scientismo positivista, ma anche l’idea che per la filosofia fosse venuto il tempo di ritornare a parlare la lingua viva dell’esperienza. Solo così la filosofia avrebbe potuto mostrarsi all’altezza del secolo che si stava aprendo e delle nuove esigenze teoretiche che proprio la nuova scienza aveva posto sul tappeto.
Il dialogo Bergson-James è una pietra miliare nella storia intellettuale del Novecento, di cui solo oggi si comincia ad apprezzare la straordinaria portata.

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